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Insegnare la religione, oggi, oltre le dispute laicismo/confessionalismo

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

Spazio docente - Insegnare Religione

È uno degli effetti della secolarizzazione del sapere: il canone letterario, filosofico e morale della tradizione occidentale sta tramontando. Per canone si intende una costellazione di classici che ha avuto una lunga continuità nella sua trasmissione, e rispetto a cui, in una dialettica di autorità-libertà, l’individuo si formava una propria interpretazione. Un'interpretazione che si riconosceva all'interno di una pur conflittuale storia comune, e attraverso la quale una persona diventava libera: si orientava nel mondo autonomamente.

E nel presente? Quella che si chiama età post-moderna segna il tramonto del carattere normativo del canone.

Ogni testo, presente sulla rete internet, ha lo stesso valore dell'altro, quale ne sia l’origine.
Addirittura, ognuno può costruire da sé un «ipertesto», con un rimando infinito fino all'indeterminatezza. Ne sortisce una libertà apparentemente illimitata: in realtà, forte è il rischio di un assemblaggio arbitrario di testi, poiché manca il confronto con un’autorità che ne legittimi la correttezza filologica e storica. In luogo di una persona libera abbiamo un navigatore irretito nella babele della rete. Non un individuo, ma un «dividuum»: non una persona, ma un pulviscolo di contatti.

È in questo spazio che è opportuno porre la domanda sullo statuto dell'insegnamento della religione. Uno statuto paradossale: si fonda su un testo costitutivo del canone occidentale, la Bibbia. Ma  poiché sta venendo meno la funzione del canone, è come se quest'insegnamento poggiasse su un fondamento non più riconosciuto come tale. Al punto che non è improprio definire l’insegnante di religione un «luogotenente della memoria»: sentinella delle tracce di un Libro che sta diventando irriconoscibile, nonostante abbia letteralmente formato le nostre identità  teologiche, filosofiche e artistiche. Con un ulteriore paradosso: quale significato può avere questo lavoro di rimemorazione quando riconosciute come legittime sono solo le discipline scientifiche? Questo pensa il senso comune. Tuttavia, cosa è scientifico?

Per Karl Popper, scientifico è ciò che segue la procedura: problemi, ipotesi, critica. Mi imbatto in un rompicapo intellettuale, avanzo ipotesi a partire o in discontinuità con le conoscenze precedenti, sottopongo a critica queste ipotesi, in un conflitto di idee che faccia avanzare la conoscenza. Scientifico è quanto è potenzialmente falsificabile, confutabile.
Dal canto suo l’insegnante di religione nell’interpretare la Bibbia attua un circolo ermeneutico;  di fronte  a un testo che pone problemi interpretativi, avanzo ipotesi a partire da una pre-comprensione, da una tradizione: propongo letture che reggano l’urto del testo e ne svelino inaspettati significati. Ma, e qui sta il lato inaspettato del paradosso, non v'è una affinità procedurale tra il circolo ermeneutico e il falsificazionismo? Una affinità riconosciuta da Hans Georg Gadamer, uno dei padri dell'ermeneutica contemporanea, e dallo stesso Popper, e su cui in Italia ha insistito, in studi pionieristici, Dario Antiseri (cfr., da ultimo, Dalla parte degli insegnanti, ed. La Scuola).  
Dalla parte degli insegnanti - Dario Antiseri
Ermeneutica e falsificazionismo sono nomi diversi di uno stesso metodo. L’insegnante di religione, quindi, cimentandosi in un esercizio ermeneutico di un passo biblico fa un esperimento scientifico! In quanto «luogotenente della memoria», oltre a tener vivo il filo di una tradizione, rende conto di uno dei modi in cui si declina il metodo scientifico. Può confutare le idolatrie della lettura dei testi religiosi e delle assolutizzazioni ingenue della scienza.
 
È un disvelarsi della legittimazione epistemologica dell’insegnamento della religione che potrebbe aiutare a togliere la discussione sull’ora di religione dalla contrapposizione confessionalismo/laicismo, riconoscendo in essa, come suggeriva Alberto Caracciolo, un’ora dove è in gioco la memoria di  quanto fino ad ora abbiamo chiamato l’umano. E dove, nel tempo del pluralismo religioso ed etnico, s'impara l'arte della tolleranza e della carità ermeneutica. Ogni nostra interpretazione è sempre congetturale, anche perché falsificazionismo ed ermeneutica si riconoscono nelle parole di Lessing: "Se Dio tenesse nella sua destra ogni verità e nella sua sinistra l'unica e sempre mobile aspirazione alla verità, sia pur con l'aggiunta di sbagliare sempre e in eterno, e mi dicesse: scegli, io mi getterei umilmente in ginocchio alla sua sinistra e direi: Padre, dammi questa! La verità pura è riservata a te soltanto!". 

Ilario Bertoletti



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______________________
* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).