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Rapporti Scuola - famiglia

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

 

Oggi le competenze comunicative e relazionali degli insegnanti sono giudicate importanti almeno alla stessa stregua di quelle disciplinari. La comunicazione è un elemento fondamentale del lavoro di ogni insegnante, imprescindibile per promuovere conoscenze e competenze, ma anche per creare un clima cooperativo e disteso con alunni, colleghi e famiglie. Il clima che si respira a scuola deve essere la riprova di una comunicazione facile, agevole e di una collaborazione attiva. I genitori devono poter “stare bene” nella relazione con la scuola per poter affrontare con la serenità necessaria il percorso scolastico dei propri figli. Attraverso l’esperienza dell’Istituto Comprensivo di Cadeo e Pontenure (PC) proveremo a prendere in esame il rapporto scuola famiglia all’interno di uno studio di caso.

genitori-scuola-digitale  

Chi di voi non ricorda il primo giorno di scuola alle elementari? Una volta era un’esperienza importante soprattutto per i bambini, per i genitori era un passaggio normale della vita... Oggi è il primo giorno di scuola anche per i genitori, sempre più coinvolti nelle emozioni e nei passaggi che segnano le tappe della crescita dei figli.

La prima esperienza con la scuola primaria è vissuta con grande attesa, a volte con qualche ansia e porta con sé dinamiche diverse. Il rapporto tra insegnanti e genitori cambia quando i bambini passano dalla scuola dell’infanzia alla primaria. Dai contatti, per la maggior parte dei casi, quotidiani si passa a incontri scanditi in linea di massima dai momenti istituzionali previsti dal calendario scolastico d’istituto. Inoltre, subentra anche la componente valutazione! Alla scuola dell’obbligo gli insegnanti sono chiamati a esprimere una valutazione in merito ai traguardi raggiunti nel percorso d’apprendimento e darne periodica comunicazione alle famiglie. Le componenti che si aggiungono nella relazione scuola-famiglia rendono il rapporto decisamente più complesso e articolato. Ci sono i contatti istituzionali (colloqui, schede, assemblee, consigli di classe…) ma, oltre a questi, i tempi e le modalità di accesso alla scuola sono regolati da norme d’istituto; a fondamento di tutto rimane comunque sempre l’obiettivo di agevolare i contatti e snellire gli aspetti burocratici. L’istituzione scolastica prioritariamente mira a valorizzare la partecipazione e il contributo attivo dei genitori alla vita scolastica nel rispetto dei ruoli e dei compiti di ciascuno. L’aria che si respira in una scuola che promuove il dialogo e lo scambio con le famiglie è educativa, rilassata e tutti gli attori coinvolti (insegnanti, genitori, alunni, Ata) lo avvertono come valore aggiunto che qualifica tutto il contesto scolastico. All’inizio della classe prima è importante che i genitori vivano questo cambiamento con gradualità e siano rassicurati dal rapporto che si va a instaurare con le nuove insegnanti. Solitamente, almeno per la prima settimana i genitori possono accompagnare in aula gli alunni, vedere gli spazi, conoscere gli insegnanti, mettere a fuoco gli altri genitori per intrecciare nuove conoscenze; agli insegnanti questo periodo di contatti più intensi è utile per associare i genitori ai figli, avere una prima conoscenza e gettare le basi per un “buon rapporto”! Se la grande avventura che ci accingiamo a intraprendere all’inizio della scuola primaria avrà il successo sperato, molto dipende dalla reciproca capacità (scuola-famiglia) di comunicare, di condividere i medesimi intenti educativi, di capirsi nel rispetto dei ruoli specifici, in poche parole essere fianco a fianco nella crescita dei ragazzi. A volte capita però di trovarsi di fronte a una serie di ostacoli nel rapporto scuola-genitori, in particolare quando emergono difficoltà da parte del bambino a controllare il comportamento, a relazionarsi con gli altri, a gestire le emozioni con ricadute anche sul piano dell’apprendimento e delle dinamiche della classe! A seguito di questa situazione le insegnanti convocano i genitori segnalando le difficoltà che il figlio incontra a scuola. Questo è un momento molto critico dal punto di vista della comunicazione tra scuola e famiglia. I genitori si sentono incompresi, incompreso è il figlio e tutto ciò che gli sta intorno, in particolare quelle insegnanti non sono in grado di capirlo e valorizzarlo per quello che in realtà è! Fondamentale in questi frangenti è la modalità di comunicazione della problematica al fine di vincere la mancanza di fiducia nei confronti della scuola, oggi ancora più diffusa rispetto al passato, per collaborare insieme alla gestione del problema. Ricerche svolte negli anni Sessanta riguardanti l’insuccesso scolastico e le “pedagogie di compensazione” per il recupero degli alunni svantaggiati hanno dimostrato che, se i genitori non partecipano attivamente ai programmi di recupero dei loro figli, l’azione formativa della scuola diventa un percorso difficile. Le cose sono diverse, invece, quando la famiglia s’impegna a collaborare con le insegnanti costruendo una “rete educativa” e seguendo una linea di azioni comuni. I risultati di queste ricerche hanno evidenziato che per il bene degli studenti la famiglia dovrebbe essere un partner attivo e soprattutto collaborativo. La narrazione che segue si riferisce a uno studio di caso della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo di Cadeo-Pontenure (PC).


[...]

di Giusy Vallisa ed Emanuela Provenzani,
insegnanti scuola primaria

***

da SIM 3, Novembre 2015

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* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).