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I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

imgDal Rapporto Euridyce (novembre 2011), L’Educazione scientifica in Europa: politiche nazionali, pratica e ricerca, risulta che l’Italia al contrario di altri paesi non ha alcuna strategia nazionale innovativa per la promozione dell’educazione scientifica.

Le principali indagini internazionali TIMSS e soprattutto PISA dimostrano che gli alunni italiani che entrano nella scuole superiori hanno in Matematica e nelle Scienze una conoscenza non in linea con la dimensione europea.

I rapporti OCSE-PISA sottolineano la necessità di migliorare l’educazione linguistica intesa come capacità di comprensione di un testo, sia letterario che scientifico e di elaborazione di un testo logico-argomentativo. La comprensione delle informazioni scientifiche e il loro impatto sulla vita e sui modelli di vita sono essenziali per uno sviluppo armonico della società che contempli una valorizzazione delle conoscenze e dei prodotti nati dalla scienza e dalla tecnologia e non una loro prevaricazione o rifiuto.

L’educazione ad un corretto atteggiamento della società verso la scienza avviene soprattutto durante la scuola e, nella scuola, attraverso la formazione degli insegnanti. I documenti europei sottolineano la necessità di migliorare la qualità del personale docente, fattore chiave per la qualità dei risultati e di sviluppare le loro competenze didattiche garantendo la qualità di uno sviluppo professionale. La qualità dell’educazione scientifica è considerata elemento strategico per la crescita di una nazione, come suggeriscono i recenti documenti europei sull’istruzione.

Presupposto di questo lavoro è una conoscenza adeguata e non settoriale della lingua italiana, obiettivo da perseguire di per se e premessa per un accostamento proficuo alla scienza come a ogni altro sapere. Un’articolazione del programma si occupa perciò di promuovere una conoscenza evoluta dell’Italiano.

Il Progetto “I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale” vuole innovare la didattica per dare agli studenti un metodo basato più sulla sperimentazione in classe che sul nozionismo, facendoli partecipare attivamente alla riscoperta delle leggi fondamentali della matematica, della biologia, della fisica, e della chimica lette come motori fondamentali dell’apprendimento scientifico, a vivere e a crescere consapevolmente nella lingua. La matematica è all’origine del metodo scientifico, offre gli strumenti adatti alla comprensione della natura e dell’Universo; le scienze, soprattutto fisiche, chimiche e biologiche, offrono i presupposti per lo sviluppo del ragionamento scientifico, forniscono i dati sui quali si imposta il progresso scientifico e lo ancorano ad una realtà che non ammette ipotesi non suffragate da dati reali; un uso più consapevole e rigoroso della lingua italiana consente non solo di organizzare e comunicare più efficacemente il proprio pensiero, ma anche, specificamente, di favorire la comprensione delle materie scientifiche. Come si sa, attività mentale e attività linguistica sono correlate intimamente.
In particolare si seguiranno queste linee generali di indirizzo lasciando ad ogni Polo la libertà di declinarle assecondando le competenze locali.

Matematica: Il progetto promuoverà, negli istituti secondari, un insegnamento basato sull’indagine razionale e sperimentale utilizzando un opportuno Laboratorio di Matematica. Si ritiene utile e importante sviluppare la metodologia del Laboratorio di Matematica, inteso non solo come aula attrezzata, ma anche come momento in cui lo studente, guidato sapientemente dal docente, impari a progettare e condurre osservazioni sperimentali sugli oggetti, ne sappia interpretare i risultati, formuli semplici previsioni e congetture e si avvii all’argomentazione logica, concentrandosi prima e discutendo poi con i compagni e con i docenti. Attraverso questa modalità, opportunamente integrata dalla spiegazione del docente, dalla lettura del testo e da un calibrato esercizio, potranno esser più facilmente raggiunti i risultati di conoscenza matematica oggi necessari. Le metodologie sopra indicate sono già condivise in Italia, grazie al progetto “Con la mente e Con le mani” dell’Accademia dei Lincei, all’impegno dell’Unione Matematica Italiana (UMI), del Piano Nazionale “Lauree Scientifiche” e di non pochi capaci docenti, come a Milano il gruppo di “matematita”, a Napoli il gruppo “Logicamente” della Città della Scienza, che hanno consentito la realizzazione di progetti orientati in tale direzione, alcuni tuttora in corso.

Scienze: Lo sviluppo impetuoso ed affascinante delle conoscenze scientifiche dei nostri giorni contrasta fortemente con la scarsa propensione dei nostri giovani ad intraprendere una carriera scientifica o solo ad avere una idea positiva della scienza come base essenziale per la comprensione della realtà e per lo sviluppo dell’economia e quindi della ricchezza delle nazioni. Spesso fin dalla scuola primaria viene proposto agli studenti un apprendimento forzato di nozioni che non si traducono necessariamente in comprensione dei fenomeni naturali, perché l’imparare a memoria una legge di fisica o di genetica non significa affatto capirne il significato o la bellezza. I Lincei hanno varato un programma pluriennale di formazione in servizio denominato Scientiam Inquirendo Discere (SID) per insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo grado, in collaborazione con l’Associazione degli Insegnanti di Scienze Naturali per estendere a tutti gli insegnanti di Scienze l’approccio all’insegnamento delle Scienze secondo l’Inquiry Based Science Education (IBSE). I docenti formatori sostengono la formazione e guidano altri insegnanti all’applicazione dell’IBSE nelle classi. La formazione e la cooperazione si esplicita a vari livelli, locale, nazionale ed internazionale anche in collaborazione con il Programma La main à la pâte.

Italiano scritto e italiano argomentativo: La conoscenza adeguata della lingua nazionale è ragion d’essere primaria della scuola, e un concetto così ovvio va ricordato solo perché, fermo restando lo scopo, l’obiettivo va adattato, nel rapido mutamento della società, ai mezzi più adatti a conseguirlo. Alla scuola tocca il compito di ampliare l’uso, passivo (ascolto e lettura) e attivo (parlato e scritto) della lingua, con particolare ma non esclusivo riferimento alla lingua scritta. Si tratta di insegnare la dimensione colta della lingua, integrando l’italiano parlato e gli stili comunicativi della rete (e dei telefonini) ampiamente noti agli allievi per conoscenza extrascolastica, e di insegnare a capire e produrre un periodare sintatticamente diverso dalla lingua parlata. Alla cura della competenza linguistica va affiancato l’arricchimento della competenza testuale per stimolare l’interesse intellettuale ed emotivo dei giovani proponendo scritture che veicolino significati. Scritture letterarie, e articoli o saggi scientifici sui problemi più rilevanti della storia naturale e umana servono bene allo scopo, e introducono gli studenti a testi latamente argomentativi e descrittivo-espositivi. Mettere in condizione un adolescente, qualunque sia la scuola frequentata, di comprendere pienamente un testo di questa tipologia è evidentemente un requisito che potremmo considerare minimo per l’istruzione superiore ed essenziale per la comprensione del ragionamento scientifico.

Dal sito
www.linceieistruzione.it







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______________________
* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).