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01/12/2014   3  Dal Gruppo  

"Vivere la bellezza. Esperienze e modelli"

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

Editrice La Scuola ha proposto “Vivere la bellezza. Esperienze e modelli”, un dibattito a partire dall’ultimo saggio di Giuseppe TognonEst-etica. Filosofia dell’educare .

Partendo dalla considerazione che ogni ragionamento sul “sentimento della realtà” non può prescindere dalla ricerca di un’esperienza estetica, essendo questa iscritta nell’innata tensione umana all’“appagamento”, insieme all’Autore – con la partecipazione di Tino Bino e Pier Cesare Rivoltella, e la moderazione di Luciano Pazzaglia –, l’incontro di dicembre per il ciclo de I Lunedì della “Scuola” ha ragionato «sull’effetto benefico che otterremmo se ciascuno di noi si sforzasse di trasmettere armonia e bellezza intorno a sé».

“Il tentativo di Tognon”, ha esordito Pazzaglia, “è affascinante: proporre un ripensamento non solo di ciò che intendiamo per Educazione, ma anche ciò che la nostra tradizione ci porta a sapere sull’uomo in sé. E lo fa ponendo degli interrogativi profondi”.

Ai quali ha provato a dare risposta, in primis, Rivoltella: “la tentazione di risolvere il problema sull’educazione attraverso i due grandi riduzionismi di oggi – sociologico e biologico – è grande, ma Tognon, nel suo testo denso, porta invece in luce dei ‘frammenti’ di rara suggestione”. Il professore ha quindi analizzato queste idee, schematizzandole, iniziando dalla definizione di ciò che ha chiamato “esilio delle forme: il primato dei contenuti sulla forma, sull’estetica, presente nella nostra cultura. Dobbiamo invece riappropriarci delle forme, del bello”; passando alla “dialettica tra pensiero e vita: vale a dire la polemica, evidente in Est-etica, contro il giudizio che separa, divide, elabora ed astrae, mentre nella vita questo non esiste”; menzionando inoltre il “valore simbolico dell’Educare: poiché l’educazione porta in gioco una dimensione generativa, inerente all’amore più che al dovere, la quale trova risonanza nella felicità estetica derivante dallo stesso atto educativo”; terminando con “estetica e rivoluzione: qui sta la componente ‘politica’ del messaggio di Tognon, ossia educare all’ambiente, alla sostenibilità, all’intercultura e alla pace”.

Un messaggio forte, questo, ma davvero realizzabile? Come potrebbe avvenire, infatti, una transizione concreta verso questa nuova “filosofia dell’educare”?

“L’educazione è in contrasto con la storia della scienza – ha spiegato Tino Bino -, da sempre, infatti, viviamo il conflitto tra scienze umane e tecnica. Solo il tema economico, oggi, pare dominarci. Ma l’idea che più consumi e più beni portino a maggior benessere, alla felicità, si sta sgretolando giorno per giorno. Dobbiamo quindi riformare un nuovo progetto educativo. Che tenga conto di come i nostri riferimenti culturali – Atene e Gerusalemme, vale a dire Socrate e Gesù – siano fondati su ‘vite testimoniate’, non su parole scritte”. L’inquietudine che ci circonda, ha poi spiegato il professore, è dovuta proprio al senso di straniamento ed impotenza verso il mondo causata dallo scollamento con le nostre radici; “eppure c’è speranza: c’è un patrimonio che attende d’essere riscoperto, e educare è il modo, oggi, per ricominciare davvero”.

Etica ed estetica sono, secondo Tognon, chiavi per comprendere il dinamismo interiore dell’individuo ed il valore simbolico del fondamento stesso dell’educare: “la prospettiva più profonda dell’uomo”, che mira a restituire dignità al sentimento dell’esperienza e alla sensibilità.
Oggi, secondo l’Autore, mentre le nuove scienze mostrano l’artificialità della scissione tra pensiero e vita, tra corpo e mente, la pedagogia e la filosofia sono sepolte dalla cenere di molte morali astratte e di troppe istruzioni per la felicità. “Da sempre si è portati a pensare che con l’estetica si gioca, mentre con l’etica si fa sul serio – ha approfondito il professore – ed è proprio questo che ci ha fatti deragliare. È necessario trovare il ‘bello’ nel ‘bene’, ma soprattutto capire che è ‘buono’ ciò che ha in sé una dimensione di compiutezza, di pienezza e semplicità davanti alla quale non diciamo ‘mi piace’, ma ‘così sia’”.
L’est-etica dell’educare è quindi per Tognon assenso al creato e all’esistenza, e resiste a tutte le pretese di fissare una forma perfetta di umanità, un unico modello di formazione: “ascoltiamo la vita, poiché dobbiamo coabitare con noi stessi. Noi siamo ‘casa’”.

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* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).