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18/05/2015   3  Dal Gruppo   41  Press Area  

Valutazione del dirigente scolastico

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

La valutazione dei “risultati” dell'azione amministrativa e gestionale del dirigente si effettua tenendo conto della specificità sia delle molte funzioni attribuite, connesse alle tipiche responsabilità giuridiche della dirigenza, sia della complessità dell'istituzione scolastica, densa anche di altre titolarità provvedimentali (organi collegiali) che pure incidono, e in profondità, nel tessuto scolastico; la valutazione dell'operato del dirigente è una valutazione di risultato inteso nei suoi risvolti amministrativi, atti e provvedimenti amministrativi per la cura degli stati giuridici del personale e del patrimonio; negoziali, contratti, convenzioni, reti, associazioni, accordi di programma, etc.; contrattuali, attuazione degli istituti della contrattazione nazionale e d'istituto; ed infine tecniche, apprendimenti e competenze degli allievi. In sostanza valutare il dirigente significa tout court valutare la scuola, perché, a parere di chi scrive, esiste uno stretto rapporto, certamente non deterministico, tra qualità della scuola e qualità del dirigente.
 
Un possibile modello di valutazione

Per dettato legislativo ciascun dirigente dovrà essere valutato attraverso apposite «verifiche» di un «nucleo di valutazione istituito presso l'amministrazione scolastica regionale, presieduto da un dirigente e composto da esperti anche non appartenenti all'amministrazione stessa» (art. 25, comma 1, D. Lgs n. 165/2001).          
Il Ministero dell'Istruzione, in applicazione della norma appena citata e dell'art. 20 del ccnl 2002/2005 - Area V, ha sperimentato negli anni scolastici 2003/2004 - 2004/2005 e 2005/2006 un modello di valutazione, denominato SIVADIS (Sistema di Valutazione dei Dirigenti Scolastici), che ha fornito utili dati conoscitivi, anche critici, sul processo valutativo. Nel 2009 l'INVALSI ha presentato una nuova proposta per la valutazione dei dirigenti scolastici. Lo scopo della valutazione, che dovrà ispirarsi a principi di equità di trattamento, di trasparenza delle procedure, di oggettività dei criteri di valutazione e di riconoscimento delle specifiche condizioni operative, è duplice: aiutare i dirigenti a identificare i punti di forza e i punti critici del servizio scolastico ed a migliorare il governo della scuola.
Punto di partenza del processo valutativo dovrà essere la documentazione prodotta da ciascuna scuola: il Piano dell'Offerta, il Programma annuale, le Relazioni al Consuntivo e al Programma annuale, la Carta dei servizi, i Regolamenti interni, le buone pratiche di valutazione e di autovalutazione.
Oggetto di valutazione dovranno essere le prestazioni del dirigente scolastico che si traducono nella «definizione di un piano di miglioramento della scuola e nella sua messa in opera in modo efficace ed efficiente» sulla base di obiettivi negoziati tra il dirigente della scuola e il direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale (cfr. INVALSI, La valutazione dei dirigenti scolastici, in www.invalsi.it, pp. 21-22). Gli obiettivi affidati al dirigente scolastico sono obiettivi di sistema e si distinguono in obiettivi di missione, prioritari ed ineludibili per lo sviluppo del sistema educativo, e in obiettivi di leadership, cioè di sviluppo organizzativo di facile controllo da parte del dirigente medesimo.
Il team o nucleo di valutazione è disciplinato dall'art. 20 del ccnl - Area V; ed è composto da un dirigente tecnico, un dirigente amministrativo e un dirigente scolastico. La disposizione rispetta quanto dettato dall'art. 25, comma 1, del D. Lgs n. 165/2001 che fa riferimento a nuclei di valutazione regionali ed alla loro composizione tripartita.
    
Il modello di valutazione proposto dall'Invalsi non è stato tuttavia avviato perché si era in attesa dell'emanazione di norme regolamentari sia sulla «valutazione esterna della scuola, da effettuare periodicamente» sia sul come «valutare … i dirigenti scolastici» da parte del contingente «ispettivo, autonomo e indipendente» (art. 2, comma 4 - noves decies, L. n. 10/2011). Ora, le norme sulla valutazione esterna e periodica sono state emanate con D.P.R. n. 80/2013; mancano a tutt'oggi quelle sulla valutazione della dirigenza.
Il disegno di legge su “La Buona scuola”, nella sua versione originaria, recava delega al Governo per l'emanazione di un decreto legislativo su taluni aspetti della dirigenza tra cui “la valutazione dei dirigenti e la valutazione del merito” (D.L. n. 2994, art. 21, comma 2, lett. d). Nel testo tuttavia inviato alla Camera dalla VII Commissione permanente (Cultura Scienza e Istruzione) la disposizione citata, ovvero la lett. d), è stata soppressa.
 
Prospettiva

La valutazione del dirigente slitta quindi nei tempi attuativi. In attesa delle norme regolamentari, si può riflettere sul sistema dei principi che dovranno presiedere e plasmare l'azione di verifica, anche capitalizzando l'esperienza maturata nella fase sperimentale dei modelli di valutazione. Così, a parere di chi scrive, sarà importante per il legislatore tenere per fermi questi principi certamente importanti, se non decisivi per una corretta e produttiva valutazione dell'operato dirigenziale: a) comunicazione trasparente, nel senso che il dirigente deve conoscere in anticipo i criteri di valutazione; b) partecipazione, nel senso che il dirigente deve essere coinvolto nel processo, mediante condivisione di regole valutative, autovalutazione e colloqui o ascolti; c) crescita professionale, nel senso che la valutazione individua punti di debolezza nell'azione per migliorarla e traiettorie di sviluppo/accrescimento della leadership; d) merito, nel senso che la valutazione premia la qualità del risultato; e) complessità, nel senso della consapevolezza della natura articolata dell'unità scolastica nella quale agiscono soggetti individuali e collegiali che influenzano l'efficacia del servizio di istruzione e formazione.

Alcune note sulla valutazione del docente






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