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Scuola-famiglia e tecnologia

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

Una delle ragioni che ha reso più labile il confine tra scuola e casa è che la tecnologia è diventata più accessibile. Oggi i genitori possono potenzialmente vedere cos’hanno imparato a scuola i loro figli ed entrare in contatto con più ampie opportunità di apprendimento. Tuttavia, uno dei compiti più difficili della scuola sarà accertarsi che i genitori siano “connessi”. L’articolo prende in considerazione alcuni dei modi in cui la scuola può relazionarsi con i genitori e analizza i problemi che essa dovrà affrontare. Ad esempio: come può essere utilizzata la tecnologia per migliorare la comunicazione casa-scuola? Gli studenti li potranno portare a casa? Come possono le scuole promuovere la partecipazione dei genitori? Questo testo si avvarrà anche degli esempi suggeriti dal progetto Creative Classrooms Lab*.


La scuola deve far fronte a una sfida crescente in fatto di complessità, dettata dalla vasta disponibilità di strumenti tecnologici, e di difficoltà nelle scelte di destinazione delle risorse economiche. È fondamentale che la scuola non tenga solo in considerazione l’“ora di lezione”, ma anche come l’accesso alle tecnologie possa supportare e migliorare l’apprendimento, al di là della giornata scolastica. A oggi, il tablet risulta estremamente attrattivo per le scuole: è relativamente economico, può essere comprato in piccole quantità anche tramite  autofinanziamenti o raccolte di fondi e un numero crescente di studenti ne ha già uno personale. Tuttavia, come accade per tutte le forme di tecnologia, l’accesso a un dispositivo non rappresenta la soluzione, ma genera nuovo contesto con problematiche e finalità da gestire. Fin dall’inizio, le scuole devono tenere conto di come si relazioneranno con i genitori ed è essenziale in ogni progetto che i genitori siano consultati e vengano informati. Le scuole  generalmente prevedono  incontri con i genitori all’inizio di un progetto, ma l’esistenza di un gruppo permanente di genitori che si incontri regolarmente rappresenta un fattore chiave, poiché questo aiuta la scuola a sperimentare idee, discutere e riflettere sui cambiamenti in atto.



La comunicazione casa-scuola


La comunicazione è la chiave. Il diario di scuola è stato sostituito dalle e-mail che permettono ai genitori di scrivere appunti agli insegnanti. Un crescente numero di scuole gestisce un servizio di messaggi di testo per inviare ai genitori promemoria o aggiornamenti, estremamente utile per contattare rapidamente e simultaneamente persone appartenenti a gruppi specifici. Ad esempio: “La classe 4a è arrivata sana e sal-va a destinazione”. Hollingworth et al (2009) hanno presentato una tipologia di quattro elementi chiave della comunicazione con i genitori: Sincronismo, che misura quanto la comunicazione sia un’interazione immediata, in tempo reale, o se esiste un ritardo tra il tempo di invio e di risposta. Personalizzazione, che misura quanto il messaggio sia generi-camente indirizzato a tutti i genitori o si riferisca specificatamente a quelli di un particolare bambino.

Complessità. È chiaro che più complessi sono i messaggi, più la prassi richiede forme di comunicazione sofisticate. Ad esempio, i messaggi di testo sono semplici, mentre le e-mail possono essere anche più complesse. Direzionalità. Indica la direzione verso la quale il flusso della comunicazione scorre, nonché le norme, le regole e le pratiche che governano le risposte.

La tecnologia ha permesso alle scuole di personalizzare i messaggi più facilmente, ma le scuole devono anche osservare il “sincronismo” e la “direzione”: oggi i genitori si aspettano di essere informati, ma ciò implica inoltre l’impegno di un dialogo a doppio senso riguardante il loro figlio. In definitiva, significa che le scuole hanno bisogno di linee guida. Ad esempio, è accettabile chiedere all’insegnante un supporto ai compiti a casa attraverso i social media? Quando e come l’insegnante risponderà a queste domande?

L’uso di un ambiente di apprendimento virtuale può essere particolarmente di aiuto alle scuole poiché esso permette di avere un unico luogo ove rendere disponibili i materiali di apprendimento e l’accesso alle risorse. Questo promuove uno standard, i genitori possono loggarsi a questi sistemi con i loro figli, consapevoli che esiste una struttura e degli esercizi di apprendimento su misura. Comunque sia, si parla di ideale, perché nella realtà l’uso di piattaforme di apprendimento non è ancora prevedibile.



di Diana Bannister,
MBE MA EducationUniversity of Wolverhampton (UK)


***

da SIM 6, Febbraio 2016

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TAGS: primaria





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* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).