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25/11/2015   3  Dal Gruppo   2  Tutte le news  

Parlare ai bambini di terrorismo

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

Non esistono indicazioni certe, incontrovertibili, che ci garantiscano che –nei momenti, come questi, in cui notizie tragiche ci travolgono tutti e possono destare traumi – i bambini possano essere preservati e abbiano strumenti per elaborare positivamente quanto i media ci scaricano addosso. Ma è almeno certo che una scelta sia sbagliata e da evitare: far finta di niente o parlare di nascosto, tra adulti, di quanto avvenuto.
I bambini avvertono l’insicurezza di tutti e temono che li riguardi da vicino, abbia a che fare con la loro vita quotidiana o minacci le persone a loro più vicine e care.

La prima avvertenza, specie con i bambini piccoli, della Scuola dell’infanzia o della Primaria, è di considerare che la paura è un fatto reale, si respira, e i nostri alunni vanno rassicurati: non c’è una guerra in atto, ma ci sono pochi uomini carichi di odio. Tutti gli altri uomini sono in grado, opponendo sentimenti positivi di solidarietà, di amicizia, di condivisione, di accoglienza, di disarmare la cattiveria. Un consiglio pratico è far disegnare ciò che sentono, ma star loro vicino e capire se ciò che raffigurano esprime quanto non sanno dire a parole.

C’è poi un versante in positivo, che viene immediatamente dopo la rassicurazione: probabilmente i nostri alunni hanno compagni o amici di religione islamica e non è infrequente che sentano giudizi generici su tale religione. Non ci è possibile approfondire concetti per loro astratti e lontani, per i quali servirebbero nozioni complesse; ma ci è possibile, anzi è doveroso, ricordare loro che i bambini sanno restare amici anche se tra loro ci sono differenze.
Non contiamo sul fatto che faccian finta di nulla: spesso è proprio la spia di un disagio che non sanno esprimere, ma cova e si autoalimenta. Il problema non è la paura, che è umana e comprensibile, ma che la paura generi intolleranza. Bambini paurosi rischiano di diventare adolescenti intolleranti.
Minimizzare o sviare non serve. Astrapi, giornalino per bambini francese, all'indomani delle stragi di Parigi ha pubblicato un'edizione speciale per spiegare con parole semplici ai lettori cosa fosse successo (www.astrapi.com). In una vignetta, un bambino preoccupato esclama: “Il terrorismo mi fa paura!”. 
E la madre ribatte: “Ma la libertà fa ancora più paura ai terroristi!”.



Redazione Primaria - Editrice La Scuola


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Scritto da Francesco S.
Grazie per questo contributo. Bisogna parlare ai bambini, senza sottovalutare le loro capacità. Gli adulti devono crescere in questo: ascoltarli, aiutarli a capire, sono segni di una presenza che educa.
25/11/2015





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**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).