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Due eroi normali: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

  Quale grande insegnamento ci lasciano? Perché i giovani devono conoscere questi personaggi? Perché non si deve dimenticare? Discuti con i tuoi compagni e con l’insegnante. 
Falcone-borsellino Avrai sentito parlare di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come di due eroi.
Due eroi morti per cercare di sconfiggere il male. Erano due giudici dello Stato italiano. Tutti e due erano nati e avevano frequentato l’università a Palermo; poi erano diventati magistrati e si erano trovati a lavorare insieme e a combattere la mafia. Furono così bravi che riuscirono a far arrestare e far processare 475 pericolosi mafiosi.

Questi arresti scatenarono le ire della mafia: i due amici furono costretti a continuare il loro lavoro chiusi in un… carcere sull’isola dell’Asinara, per essere più al sicuro! Il processo si concluse nel 1987.
Falcone fu incaricato dal Ministro della Giustizia di costituire dei gruppi di specialisti nella lotta contro la mafia.
Ma la mafia si vendicò. Il 23 maggio 1992, a pochi chilometri da Palermo, cinque uomini inviati dalla mafia avevano scavato un tunnel sotto l’autostrada e l’avevano riempito di esplosivo (500 chili!). Quando l’auto del giudice passò in quel punto, uno degli uomini azionò, a grande distanza, un telecomando… Persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie, anche lei magistrato, e tre agenti della scorta.
I cinque vennero arrestati, ma i veri colpevoli (i mandanti) mai.

Sempre a Palermo, il 19 luglio 1992, una Fiat 126 imbottita di tritolo, comandata a distanza, esplose nella via in cui viveva la madre di Paolo Borsellino proprio nel momento in cui il giudice stava andando a trovarla. Morirono il giudice e le cinque persone della scorta.
Nonostante il giudice sapesse di un carico di esplosivo arrivato a Palermo appositamente per lui, il responsabile dell’attentato non fu arrestato mai.



Tutto inutile, allora? No, perché queste due persone, insieme a tante altre che sono morte per la giustizia, ci insegnano che non ci si deve mai arrendere e che bisogna lavorare tutti insieme perché le cose cambino.

  RISPONDI  
  • Chi erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?
  • Contro chi lottarono e con quali risultati?
  • Perché dovettero chiudersi nel carcere dell’Asinara?
  • In che occasione e come persero la vita?

 







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* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).