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08/10/2014   3  Dal Gruppo   2  Tutte le news  

Il lavoro: vero giacimento educativo

01/01/2012 (FACOLTATIVA)

Quanta distanza c’è tra i banchi di scuola e le scrivanie degli uffici?
Tralasciando i preoccupanti dati sull’odierno tasso di disoccupazione giovanile in Italia, per il nostro Paese sarebbe doveroso affrontare “alla base” il profondo gap che rende Istruzione ed Occupazione realtà incapaci di dialogare tra loro.
Tuttavia in Italia, con il Decreto Legislativo n. 77 del 15 aprile del 2005, l’alternanza scuola-lavoro viene disciplinata quale metodologia didattica del Sistema dell'Istruzione per consentire agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età di realizzare gli studi del secondo ciclo anche alternando periodi di studio e di lavoro. La finalità prevista è quella di motivarli e orientarli e far acquisire loro competenze spendibili nel mondo del lavoro.
 
L'alternanza scuola lavoro concretamente si fonda sull'intreccio tra le scelte educative della scuola, i fabbisogni professionali delle imprese del territorio, le personali esigenze formative degli studenti; il nuovo ordinamento degli istituti tecnici, professionali e dei licei richiama infatti l'attenzione dei docenti e dei dirigenti sull'alternanza scuola lavoro: «(...) Stage, tirocini e alternanza scuola lavoro sono strumenti didattici per la realizzazione dei percorsi di studio ( D.P.R. 15  marzo 2010, n.88)».
 
Ma quanto di tutto ciò viene messo in pratica? Quanta strada va ancora fatta?
Ripensare la nozione di “lavoro” nella sua accezione antropologica, ma anche etica e formativa, potrebbe essere un primo passo.
Così la pensa Giuseppe Bertagna (direttore del dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università di Bergamo), il quale si è espresso sul tema durante la 53esima edizione di Scholé.






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**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).